IL PANTELEGRAFO DI
CASELLI:
|
|
GIOVANNI CASELLI Nacque a Siena il 25 aprile 1815 e studiò a Firenze sotto la guida di Leopoldo Nobili. Nel 1836 prese l'abito ecclesiastico. In un primo tempo si dedicò allo studio delle lettere e della storia, venendo nominato membro dell'Ateneo Italiano. Nel 1841 si recò a Parma precettore dei figli del conte Sanvitale, ma nel 1849, avendo votato a favore dell'annessione del ducato di Parma al Piemonte, fu espulso da Parma e tornò a Firenze, dove si dedicò principalmente agli studi fisici e fondò "La Ricreazione", giornale di fisica ed arte. Nello
studio della fisica privilegiò particolarmente l'elettrologia ed il
magnetismo e si occupò, come diversi altri fisici europei (fra i quali Bain
e Blackwell), del problema della trasmissione a distanza di segni grafici
convenzionali. Infatti realizzò tra il 1855 ed il 1861 il pantelegrafo o
telegrafo universale. Le ultime prove ed i collaudi della sua invenzione si
tennero a Parigi presso la corte di Napoleone III, suo entusiasta
ammiratore. Nel 1865 fu istituito un servizio pubblico di trasmissione di
immagini e dispacci con il pantelegrafo fra Parigi e Lione; il servizio
cessò dopo la disfatta di Sedan nel 1870. Un servizio fu istituito anche
fra Londra e Liverpool, ma solo a scopo dimostrativo, e cessò nel 1864 a
seguito della crisi economica che sconvolse l'Inghilterra. Negli stessi anni
il pantelegrafo fu usato in Russia soltanto per scambio di messaggi fra la
residenza imperiale di Pietroburgo e Mosca.Caselli realizzò anche un cinemografo, per misurare la velocità delle locomotive, ed un timone automatico per le navi. Morto a Firenze l'8 ottobre 1891, vide la sua invenzione cadere nella dimenticanza, anche se nel nostro secolo essa doveva rinascere sotto le forme della telefoto e del più recente telefax.
Giorgio Pellecchia |